I primi 1000 giorni del bambino

Congresso del 12 dicembre 2025, Ragusa.

La partecipazione al congresso dedicato alla famiglia e ai primi 1000 giorni del bambino, tenutosi a Ragusa, è stata un’esperienza intensa e stimolante. Ancora oggi, la mia mente è piena di riflessioni, spunti e sguardi sulla famiglia come sistema complesso, un organismo in cui ogni relazione influenza profondamente lo sviluppo e il benessere dei suoi membri.

Uno dei temi centrali emersi riguarda la relazione genitore-bambino come fattore neuroprotettivo: il modo in cui il contatto, l’affetto e la cura quotidiana possono proteggere e favorire lo sviluppo cerebrale e emotivo del bambino. In questo contesto, l’assistenza all’allattamento richiede un approccio etico e non giudicante, che supporti la coppia senza colpevolizzazioni.

Il passaggio dalla coppia alla triade familiare porta con sé una serie di sfide: crisi, dubbi e momenti di sofferenza che richiedono comprensione e accompagnamento. In queste dinamiche, la funzione materna e paterna va oltre i ruoli tradizionali e il genere: si tratta di un insieme di capacità relazionali e affettive che contribuiscono alla crescita del bambino.

Un altro tema di grande rilievo è l’umanizzazione delle cure: trattamenti scientificamente fondati che non dimenticano la dimensione emotiva e relazionale, riconoscendo il rischio di burnout tra gli operatori, che spesso affrontano “pensieri senza pensatori”. Parlare di pensieri di morte nel perinatale, dell’angoscia nelle terapie intensive neonatali, della depressione perinatale paterna, della rabbia e della paura dei genitori sospesi fra la vita e la morte dei loro figli, è fondamentale per creare un sostegno autentico.

Il congresso ha anche evidenziato il ruolo delle fibre C della carezza come modello di interazione umana: piccoli gesti che comunicano sicurezza, affetto e protezione, elementi essenziali nello sviluppo della relazione e del legame genitore-bambino.

Non sono mancati i temi della genitorialità non biologica, dei progetti di home visiting durante il puerperio, dei consultori familiari, e dell’importanza di un dialogo aperto tra operatori per costruire reti efficaci a sostegno della salute mentale perinatale.

Lascio queste riflessioni così, sparse, come sono arrivate a me: con la gratitudine verso chi mi ha invitata a partecipare, a condividere un pezzo di esperienza e visione sulla famiglia. Essere lì è stata un’esperienza pazzesca: stimolante, emozionante e profondamente arricchente.

Maria Sole Pipino. psicoterapeuta familiare e psicologa perinatale

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